ARGOMENTI n°15 – Primo impianto per CLT

DCF 1.0

Verniciatura e ignifugazione per il CLT

Sonia Maritan

Nel numero scorso, dal confronto con l’industria delle costruzioni in Italia e con la produzione di edifici prefabbricati in legno degli altri Paesi Europei, abbiamo evidenziato il trend di crescita degli edifici di legno in Italia. Secondo lo studio condotto dal Centro Studi Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno, presentato l’11 luglio scorso, un’abitazione su 14 è in legno, sono oltre 3.400 le nuove abitazioni realizzate in legno nel corso del 2015 e 696 milioni di euro il valore delle costruzioni di legno realizzate, residenziali e non residenziali. E il trend non pare arrestarsi, come sottolinea il quarto posto sulla piazza europea ottenuto dal nostro Paese tra i produttori di edifici in legno, con una crescita superiore alla media. L’analisi è relativa al 2015, anno che ha rappresentato un periodo di transizione per l’edilizia di legno in un mercato immobiliare generale ancora in contrazione, che per il legno strutturale ha mantenendo i livelli produttivi del 2014.

Questo il contesto che vede entrare Finiture nel settore, con l’installazione del primo impianto nel mondo per la verniciatura e ignifugazione di pannelli in CLT (Cross Laminated Timber) di grandi dimensioni per la costruzione di case e strutture di legno.

L’impianto, appena terminato, può lavorare pezzi lunghi 20 metri con altezza fino a 3,30 metri e peso fino a 5000 kg, due robot contrapposti che lavorano in una speciale cabina a flusso verticale, applicando contemporaneamente due prodotti sulle due facce del pannello.

L’impianto gestito in modo totalmente automatico è dotato di cambio colori automatico fino a 7 colori.

Nella postazione di carico-scarico l’operatore associa le informazioni di lavorazione direttamente alla bilancella e per mezzo di un sistema RFID il sistema di supervisione gestisce cicli, prodotti da utilizzare e tempistiche di essiccazione.

Una volta terminata la lavorazione, la bilancella torna automaticamente nella zona di carico-scarico.

L’impianto è in grado di trattare circa 1500 mq al giorno di prodotto su ambedue i lati.

Questo impianto risponde alle necessità di un mercato del legno strutturale che si sta gradualmente raffinando e scegliendo la strada della qualità per la finitura del manufatto finale, alla stregua di un mobile e, con un parallelo più affine, come un tetto a vista che, soprattutto in Italia, viene considerato determinante nella percezione visiva dell’insieme contribuendo fortemente all’aspetto estetico dell’ambiente del quale fa parte.

Un concetto coerente con la tendenza crescente di dotare i pannelli in X-Lam, normalmente costituiti da strati incrociati di conifera, con uno strato finale – quello a vista sull’intradosso del soffitto – di una specie legnosa differente e selezionata nella fase produttiva di assemblaggio del pannello, proprio per essere lasciata a vista, con lo stesso criterio che si riserverebbe a una bella capriata.

In senso più generale, mentre il trend mondiale vede ormai raggiungere vette di 20 piani – nonostante le città si sviluppino su altezze medie di 6/8 piani – le prime richieste di impianti di finitura per i pannelli in CLT sono dettate, probabilmente, anche dalla crescente richiesta di qualità del dettaglio costruttivo, indispensabile per porre le basi di un nuovo linguaggio architettonico che possa dare un futuro coerente alle costruzioni di legno e valorizzare la natura di questo materiale.