ARGOMENTI n°2

DCF 1.0 Tendenze e proposte
Sonia Maritan

Per comprendere il contesto in cui si opera, proponiamo un’analisi generale del mercato del settore ligneo, dall’arredamento all’architettura, da cui emergono alcuni dati indicativi delle tendenze in atto, e quindi alcune proposte volte a valorizzare il legno su diversi fronti, relativi all’energia, alla salute, all’economia, all’estetica e all’innovazione.
Il fatturato del 2011, per il macrosistema Legno-arredo, è sceso a 32,4 miliardi di euro, con un calo del 3,3%, rispetto al 2010, anno in cui il settore era stato già capace di recuperare una parte delle perdite del biennio 2008-09. Il risultato dell’anno in corso, se confermato a consuntivo, riporterebbe i livelli al di sotto di quelli del 2009, ovvero il punto più basso dall’inizio della crisi economica. D’altra parte, analizzando i tassi di variazione del PIL in Italia negli ultimi 40 anni, si evidenziano dei picchi negativi a metà degli anni ’70 e a metà degli anni ’90 (rispettivamente intorno al –2,0% e a –1,0%), che mai superano il – 5,0% del 2009. C’è però un’importante differenza rispetto allora, quando la crisi era generalizzata per tutti i mercati: il risultato negativo è soprattutto generato da un mercato interno che svolge il ruolo di ancora per il settore che invece segna variazioni positive sui mercati esteri. Infatti, l’andamento negativo del mercato interno ha penalizzato in modo particolare il valle della filiera, il Macrosistema Arredamento. Una ricerca commissionata da FederlegnoArredo a Cresme sul tema “Mercato e Distribuzione” ha evidenziato come la crisi abbia segnato il comparto serramenti e pavimentazioni con dinamiche di riduzione, selezione e profonda riconfigurazione delle aziende del settore finiture d’interni. In particolare fra i materiali impiegati nel settore delle costruzioni, il legno ha registrato nel primo trimestre dell’anno un calo del 20,4% (-4.0% nello stesso periodo del 2011). Emerge inoltre una polarizzazione del mercato, mentre tiene e si fa più esigente la domanda di prodotti di qualità che puntano all’innovazione e al design. Per ciò che concerne il monte della filiera, il Macrosistema Legno-Ediliziaarredo, il Cresme afferma che a soffrire maggiormente è certamente la nuova costruzione (-27,0% la variazione 2012/2006), mentre tiene il mercato della riqualificazione e della componente “risparmio energetico”. Più in dettaglio, FederlegnoArredo sostiene che, nonostante le difficoltà del mercato interno, si registra una crescita dello 0,7%, dovuta al buon andamento dell’industria delle case in legno. Molto rilevante, infine, il dato relativo all’arredo per l’esterno, pari a 1.3 miliardi di Euro per il mercato italiano, secondo l’Osservatorio di SUN (2011) e in continua crescita.
Che cosa possiamo fare? Partiamo dall’inizio della filiera, anzi da un aspetto legato alla “filiera fuori foresta” che riguarda la valorizzazione del patrimonio boschivo nazionale, finalizzato all’utilizzo del prodotto legno. Per questa, l’auspicio è che si crei una politica forestale proficua, che attraverso una gestione programmata e controllata, consenta oltre gli impieghi manufattieri e strutturali del legno, perfino la produzione di energia, come ulteriore elemento di crescita del settore, anche con l’aumento di colture destinate a pioppeto, particolarmente adatte alla produzione di biomassa.
Riguardo il valle della filiera, sia per le finiture d’interni che per l’arredamento, l’andamento è da attribuire sia alla crisi sia a una crescente competitività, che colloca un materiale nobile come il legno in un settore di nicchia ben connotato, risultato necessario della mediazione tra funzione e dimensione estetica da un lato, tra memoria e futuro dall’altro.
Va poi sottolineato che l’innovazione sostenibile, di cui il legno costituisce l’ingrediente ideale, rappresenta oggi un reale fattore di competitività per le imprese del settore legno-arredo, ma anche per quello della bio-edilizia, il monte della filiera.
I benefici economici derivanti dall’utilizzo del legno in edilizia, con i tempi ridotti di posa in cantiere e le modalità costruttive “a secco”, la sicurezza tecnica degli elementi prefabbricati, il risparmio energetico e l’estetica del materiale naturale, sono argomenti determinanti a favore del legno.
L’industria del legno, diventa così un’area di applicabilità dei concetti di sviluppo sostenibile particolarmente pertinente e interessante, dall’arredamento all’architettura, per il quale si tratta di scegliere il linguaggio della modernità e percorrere la strada della Green Economy, in cui il legno, possa essere “rivoluzionario”!