ARGOMENTI n°9

DCF 1.0 Il trend delle tecnologie del legno
Sonia Maritan

Il settore delle macchine e degli utensili per la lavorazione del legno italiano è composto da 270 aziende che rappresentano il 18% della produzione mondiale, forti di 9mila addetti per 1,53 miliardi di euro di fatturato, di cui l’80% venduto all’estero.
Il quadro ritratto dai dati pre consuntivo sull’andamento nel 2014 delle tecnologie italiane per il legno e i suoi derivati elaborati dall’Ufficio studi di Acimall, ribadisce come il settore abbia perso circa il 30% del proprio fatturato negli ultimi sette anni.
Dall’incontro del 16 dicembre con la stampa di settore italiana organizzato da Acimall, l’associazione confindustriale che raccoglie le più importanti imprese nazionali del settore, si evidenzia quindi una situazione difficile che sembra permanere. Nessun rimbalzo, nessun travolgente cambio di rotta, per quanto moltissimi se lo aspettino. E la situazione rimane certamente difficile in Italia rispetto a molti Paesi stranieri, anche se non ci sono aree del mondo che regalano grandissime performance. Ciò non toglie che sia proprio l’esportazione a essere la valvola di sfogo della produzione nazionale, che non può certo contare su un mercato domestico “attento”.

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La produzione si è dunque assestata a quota 1.545 milioni di euro, con una leggera crescita rispetto all’anno precedente. Le esportazioni, per quanto punto di forza della nostra industria, perdono il 2%, dato comunque confortante se pensiamo al meno 3,6 del consuntivo 2013 o al meno 8% del 2012.
Le importazioni – che, fisiologicamente, rappresentano poco meno di un quarto del mercato italiano – si fermano a 118 milioni di euro, il 17,5% in meno rispetto al 2013.
Immobile, per quanto a livelli certamente importanti, la bilancia commerciale, attestata allo stesso valore del 2013. Incoraggiante il 9,1% di crescita delle vendite sul mercato interno (fu del 2,9% nel 2013) sommatoria degli incentivi governativi agli investimenti (Legge Sabatini in primis) e della impossibilità di congelare qualsiasi spesa per troppo tempo, se si vuole mantenere efficiente il proprio parco macchine. Il dato, in controtendenza rispetto al calo dell’import, sembra indicare come il mercato nel 2014 abbia privilegiato le tecnologie made in Italy.

Alcuni scatti dell’edizione 2014 di Xylexpo con le tecnologie del legno in mostra, nelle foto in particolare Mastercut, Greda ed Essetre.

Riguardo le previsioni per il 2015, nonostante ci siano incognite di carattere sociale, religioso, politico ed economico che possono determinare la chiusura o l’apertura di un mercato nel volgere di un pugno di giorni, come evidenzia Dario Corbetta, Direttore Acimall, si ritiene che, secondo i dati dell’Ufficio studi di Acimall e le previsioni sull’andamento dei mercati più rilevanti per il made in Italy, le esportazioni italiane nel 2015 potranno aumentare di qualche punto percentuale.
Ci sono elementi che inducono a guardare ai prossimi dodici mesi come un periodo nel quale molti indicatori potrebbero mostrare una propensione al rialzo, ma non è prudente parlare di una reale e risolutiva inversione di tendenza. Comunque gli analisti di Acimall ritengono che la situazione sarà stazionaria nell’Unione europea, in Africa e in Cina. Più difficili le sorti delle tecnologie italiane per il legno in Sud America e in Russia, a causa delle note e drammatiche vicende politiche. Previsioni più ottimistiche per il mercato italiano, dopo tanti anni di stagnazione, per il Nord America e per l’Asia in generale.