ARGOMENTI n°3

DCF 1.0 Involucro ligneo
Sonia Maritan

I rivestimenti lignei stanno diventando un argomento d’attualità, un’evoluzione che risponde alle esigenze ambientali e progettuali odierne, in cui serramenti e involucro sono strettamente correlati; interventi interessanti che apportano modifiche esteriori e strutturali al modo tradizionale di ‘vestire’ gli edifici.
Questo involucro leggero veniva definito facciata continua, e realizzato essenzialmente con struttura di alluminio estruso, quando all’inizio del secolo scorso nacque, e la parete di tamponamento veniva progettata per resistere all’infiltrazione dell’aria e dell’acqua, alle forze di vento, alle forze sismiche.
Anche in Italia si cominciano a prevedere sistemi di facciata con struttura portante di legno lamellare con taglio termico in pvc e finiture esterne in legno, alluminio, bronzo, acciaio o vetro con silicone strutturale.
Esattamente come per il serramento, questa ‘pelle’ diventa il confine fra interno ed esterno, introducendo insieme con questo, nuovi design e funzioni dell’involucro, aggiungendosi, quando inserito, al rapporto fra elementi murari e superfici finestrate, come costituente migliorativo del progetto. Per rilevare, ancora una volta, che la progettazione diventa un’attività multi-disciplinare che coinvolge l’impresa costruttrice dell’immobile, il serramentista e anche il facciatista, che dovranno prevedere l’integrazione delle strutture di rivestimento con i relativi serramenti.
Oltre all’aspetto formale compositivo, il legno si distingue per le sue caratteristiche di bassa conducibilità termica, elevata inerzia termica e spiccata igroscopicità, prerogative che permettono di generare un effetto positivo sulla qualità dell’aria all’interno di un edificio. La facciata lignea, oltre al livello di comfort termico migliora anche quello acustico, perché consente un maggior isolamento rispetto ai sistemi in metallo realizzati con profili estrusi.

foto1 – L’involucro ligneo è realizzato dall’azienda Accsys Technologies
foto2 – Un involucro edilizio secondario in legno realizzato per una chiesa
foto3 – L’involucro ligneo è realizzato dall’azienda Accsys Technologies

Riguardo l’aspetto estetico poi, si ricorre ai rivestimenti di doghe in legno – orizzontali o verticali – per imprimere eleganza, naturalezza, raffinatezza e leggerezza all’insieme, perché è un materiale che si presta alle diverse configurazioni geometriche e si sposa con ogni proposta stilistica, e sempre più spesso, per la necessità da parte dei progettisti, di integrare la costruzione nel paesaggio in modo più armonico, con un materiale sostenibile.
La varietà di colore, di venature e sfumature degli elementi lignei, il loro allineamento in orizzontale o in verticale, la loro sovrapposizione e assemblaggio caratterizzano fortemente la tessitura compositiva della facciata, che fa leva sulle suggestioni e sulla molteplicità del materiale naturale.
Così, le facciate ventilate – con sottostrutture in legno o alluminio – in Abete, Larice, Frassino, Teak, Iroko, Cedro, Accoya o Pino, accoppiate all’isolamento a cappotto, portano a una vera e propria riqualificazione estetica ed energetica dell’edificio. I rivestimenti in legno possono fungere anche da frangisole permettendo una climatizzazione naturale dell’edificio, con un sistema di breil soleil che minimizza il soleggiamento estivo.
La tecnologia costruttiva a secco poi, permette una migliore e più pulita gestione del cantiere.
Questo tipo di progetto dell’involucro promuove la definizione di nuove facce urbane nelle città e quando approda in un ambiente naturale, sia nel caso di una nuova costruzione come in quello di una ristrutturazione, il legno rispetta lo “spirito del luogo”, e quindi onora il genius loci, ‘rinnovando’ la sua origine.