ATTUALITA’ n°12 – XYLEXPO

DCF 1.0 Un ritorno pieno di promesse
Sonia Maritan

La XXV edizione di Xylexpo, svoltasi dal 24 al 28 maggio scorso a Milano, si è chiusa con dati più che positivi: 17.145 gli operatori professionali in visita, il 14,2% in più rispetto all’edizione di due anni fa. Ottimo risultato per gli arrivi da oltre confine che – con 5.068 ingressi, ovvero il 29,1% del totale – segnano un aumento del 9,3% sul 2014. Un risultato importante, che conferma il ruolo di Xylexpo fra le fiere più rilevanti per il settore delle tecnologie per il legno e i suoi derivati. Ancora meglio l’Italia: 12.437 i professionisti arrivati a FieraMilano-Rho da tutto lo Stivale, un rotondo 16,3% in più rispetto a due anni fa, il 70,9% del totale. D’altra parte il comparto delle tecnologie del legno contribuisce per il 5% all’attivo dell’intera bilancia commerciale nazionale e, come emerge dall’Ufficio studi di Acimall, nel 2015 il mercato nazionale delle tecnologie per il legno ha raggiunto quota 450 milioni di euro, l’8,7% in più rispetto all’anno precedente, con un tracciato irregolare: ovvero una prima parte dell’anno sottotono a cui hanno fortunatamente fatto riscontro gli ultimi mesi, decisamente più vivaci. Fortunatamente l’ultimo biennio ha visto un miglioramento marcato, infatti, i dati di produzione del 2015 rappresentano il risultato migliore dal 2010 a oggi.
“Siamo molto soddisfatti di quanto è successo a Milano”, ha commentato Dario Corbetta, direttore dell’evento. “Nei corridoi di Xylexpo abbiamo visto tanta gente, tanti espositori e tanti visitatori; abbiamo respirato un’aria diversa, migliore; abbiamo vissuto una atmosfera di partecipazione, di concreto interesse. Mi pare doveroso sottolineare che a Xylexpo, quest’anno, c’eravamo tutti, pronti a lavorare insieme”.
In queste parole, probabilmente, la chiave del successo di questa edizione, indubbiamente sospinta da un mercato interno in chiaro recupero ma anche da una organizzazione che ha lavorato per creare un evento senza smagliature, dove tutti hanno trovato una risposta concreta alla propria presenza come espositore o visitatore. Un impegno fatto anche di chiarezza: per la seconda volta gli organizzatori parlano di operatori, di persone in visita, e non di visite complessive, che sono comunque state 41mila nei cinque giorni di fiera. L’Europa l’ha fatta da padrone, con il 70,8% degli operatori professionali in visita, seguita dall’Asia (Russia e Turchia comprese) con il 19,2%, dalle Americhe (6%), dall’Africa (3%) e dalla Oceania (1%). Xylexpo 2016 ha accolto 441 espositori (122 da 29 Paesi), su una superficie di 29.189 metri quadrati, oltre duemila in più rispetto al 2014.

Alcune immagini che si riferiscono all’ultima edizione 2016 di Xylexpo a Milano: lo stand di Finiture, Annalisa Pelizzola e Anna Sedino allo stand di Finiture e un momento della serata per il 25° Anniversario di Xylexpo.

Osservatorio Acimall
Il 2015 è stato un anno globalmente positivo per l’industria italiana delle tecnologie per il legno. I dati definitivi, elaborati dall’Ufficio studi di Acimall, dicono che la produzione, aumenta dell’11,7% rispetto al 2014, raggiungendo i 1.864 milioni di euro (erano 1.669 l’anno precedente). Sicuramente un buon risultato, figlio dell’andamento decisamente positivo registrato dalle aziende del settore negli ultimi mesi dell’anno; un vero e proprio rush finale che ha degnamente chiuso un anno importante e che ha permesso di porre solide fondamenta per il 2016.
L’esportazione ha dato ancora una volta un contributo fondamentale ai bilanci del 2015, evidenziando un incremento del 12,7% sul 2014. L’Italia, dunque, resta un grande produttore di tecnologie per il legno a cui tutto il mondo guarda, confermando ancora una volta la propensione alla esportazione, seppur variabile; ad esempio con un andamento positivo del Nord America che ormai prosegue da oltre due anni, mentre Paesi importanti come Brasile, Argentina e Russia stanno vivendo un periodo estremamente difficile, dovuto principalmente a fattori esogeni al comparto (crisi valutaria, instabilità politica, barriere commerciali eccetera) ma che non possono che influire sulla predisposizione a investire degli imprenditori di quei mercati.
L’ago della bilancia per capire quali e quante soddisfazioni potrà effettivamente dare l’anno in corso sono i “nuovi mercati”, ovvero Iran, Indonesia e India. Senza dimenticare l’Australia…
Il quadro è completato dalla rinascita del Regno Unito e della Spagna, quest’ultima in particolare, indubbiamente un mercato di elezione per il “made in Italy”, che oltre i Pirenei poteva contare su una clientela forte e consolidata.
Le importazioni di macchine (152 milioni di euro) provengono prevalentemente da Germania, Cina e Austria. I dati mostrano un sostanziale e repentino incremento (più 22,6% rispetto al 2014), ma bisogna tenere conto che parliamo di un risultato, in valore, piuttosto “contenuto”, per cui qualsiasi commessa importante o qualsiasi momentanea crescita della domanda italiana di una particolare tecnologia può portare a variazioni percentuali decisamente rilevanti.
Tanti numeri e una sensazione predominante: sembra che il peggio sia passato e che si possa guardare con maggiore ottimismo al futuro. La riorganizzazione di molte imprese italiane ha evidenziato intelligenza e capacità di strutturare nuove modalità a livello di produzione e di commercializzazione delle tecnologie, generando la netta percezione che ci saranno molte opportunità da cogliere nei mercati maturi ma anche e soprattutto in quelli che rappresentano “l’ago della bilancia” per il 2016 e gli anni futuri.