ATTUALITA’ n°6

DCF 1.0 Alla Comau i robot sono anche danzanti
Sonia Maritan

Per l’apertura ufficiale, il 15 novembre scorso, dell’Open House Comau, la presentazione del Vice President Maurizio Cremonini è stata seguita da un’esibizione danzante del nuovissimo robot Racer, una performance insolita e volutamente spettacolare nel quale il robot si trasformava in un ‘originale’ ballerino che si muoveva al ritmo della musica, con le vetrate, della teca nel quale era chiuso, che, assecondando la cadenza delle note, creavano effetti alternati di trasparenza e traslucenza, accentuando gli effetti visivi, ritmici e sonori tipici di una discoteca. Un ‘ballerino’ instancabile, imperturbabile e totalmente disinibito quello che si è esibito. Intorno, un lay out espositivo di celle in cui venivano presentati gli integratori Comau Robotics, operanti in moltissimi settori: per le lavorazioni di legno, vetro, plastica; per asservimento macchine utensili; lamiera, saldatura, pulitura; assemblaggio; pallettizzazione – packaging, manipolazione; fonderia; food & beverage. “Il settore automobilistico rappresenta la nostra storia e la nostra attività principale. Ciò che siamo oggi nasce da lì. Comau è stata la prima azienda italiana ad adottare un Sistema di Gestione Energetico Internazionale e a ricevere le certificazioni UNI16001 e ISO 50001” mi racconta Paolo Bottan, General Industry Sales Senior Specialist Comau, facendomi entrare nel vivo di questo affascinante mondo, dove, intorno a noi, infaticabili robot eseguono rigorosamente e ciclicamente specifiche mansioni. “Offriamo – continua Paolo Bottan – impianti chiavi in mano per principali case costruttrici di autoveicoli presenti in Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Turchia, Stati Uniti, Brasile, Cina, Corea. Una rete di 23 centri operativi situati in 13 Paesi, guidati da processi basati sugli standard delle PMI che assecondano le diverse identità culturali e progetti a misura del distinto mercato locale”. Gli autoveicoli riportano la mia mente alla Maserati posta all’ingresso dello stabilimento di Grugliasco della Comau, la sede centrale, nella quale, all’interno di un capannone, è stata allestita questa fiera. La ripercorro cercando di indovinare il ruolo di ogni robot, il valore cruciale di ognuno, inserito in una specifica linea produttiva. Veramente numerose le applicazioni dimostrative dei Robot Comau: taglio e saldatura plasma, sistema di verniciatura robotizzata, marcatura laser, svabatura di teste cilindro in alluminio, sistema di scansione 3D e fresatura robotizzata, carico/scarico macchine utensili, sistema di manipolazione guidato da telecamera 3D, robotica avanzata per industria calzaturiera, smerigliatura robotizzata, saldatura ad arco per alluminio e acciaio, sistema di pallettizzazione/depallettizzazione, assemblaggio pompa idraulica, robot a polso cavo per saldatura a punti, sistema di rivettatura integrato. Una vetrina interessante quella dei sistemi antropomorfi, ognuno dedito alla sua funzione, esposto in bella mostra nella propria teca ‘cristallina’.

Alcuni scatti durante l’Open house di Comau a Grugliasco, in particolare i momenti inaugurali che ritraggono alcuni istanti del discorso del Vice President Maurizio Cremonini e la platea che osserva il robot Racer, protetto dalla teca in vetro, durante la sua esibizione danzante

Il know how Comau Robotics nasce dall’esperienza nell’automazione di linee presse tandem in processi di deformazione ‘a freddo’. Un percorso che ormai annovera oltre 1500 robot installati in circa 200 Press-Shop nel mondo e che ha l’ambizione di sviluppare soluzioni robotizzate interpresse complete e sicure, in grado di ottimizzare ogni processo produttivo, dal più semplice al più complesso, allestibile con una vasta gamma di componenti di supporto, e un numero variabile di accessori dedicati, in base alla lavorazione da eseguire, gestiti direttamente dal software SMART IP. Il sistema interpresse può essere integrato con: gripper, stazioni di sfogliatura, stazioni di centratura, lavatrici, oliatrici, spazzolatrici, cambi attrezzo automatici, nastri trasportatori, sistemi di racking automatici, ecc.
Fra quest’apoteosi tecnologica, Matteo Baruzzo Responsabile Marketing di Finiture, mi presenta, Arturo Baroncelli, Presidente IFR International Federation of Robotics, un personaggio dal quale traspare la grande vocazione high tech – “Con una forte storia nel settore automobilistico, abbiamo continuato a crescere, e oggi offriamo le nostre competenze e know-how per una vasta gamma di settori e applicazioni come per la verniciatura robotizzata, core business di Finiture” – dice fermandosi davanti a Ras, il robot che vernicia finestre di tutti i colori, e sul quale nasce una disquisizione concernente la lunghezza del suo avambraccio, sul quale lui sembra già avere una nuova idea. Mi soffermo infine indecisa, se salutare anche quel popolo operoso di robot, sull’ultima domanda che aleggia un attimo intorno agli interlocutori: un sistema definito antropomorfo raccoglie in sé anche un fattore intellettivo? “In un certo senso sì, perché per fare quello che vogliamo il robot deve essere intelligente!”.