EDITORIALE n°12

Giovanni I segni positivi del mercato italiano
Giovanni Sedino

In qualità di Consigliere di Acimall dedico questo editoriale alla mia Associazione di riferimento che ha iniziato un altro intenso anno di attività sul fronte della promozione delle tecnologie per il legno e i suoi derivati “made in Italy”, in India, Cina, Macedonia, Usa, Indonesia, Russia, Cuba, Africa, Francia e l’Area dei Balcani, e trattandosi di un settore che ha una fortissima propensione all’export: oltre il 75% della produzione, essere presenti nelle aree del mondo in cui il settore “si muove” è importante.
Il trend delle variabili economiche del settore, più che dalle mie parole, è meglio rappresentato dalla tabella redatta dall’Osservatorio economico di Acimall sotto riportata (Italia: macchine per la lavorazione del legno).

EDITORIALE_IP12_tab

 

Soprattutto mi fa piacere riportare quanto leggo sulla stampa di settore e percepisco dalla stessa associazione in merito al fatto che continui l’andamento positivo delle macchine per il legno. Riportiamo quindi i contenuti realizzati da Acimall dopo Xylexpo del cui riscontro positivo posso io stesso testimoniare in qualità di espositore, in quanto abbiamo avuto alcuni interessanti contatti con potenziali clienti Italiani: cosa che non accadeva da almeno due edizioni!
Tornando alle previsioni di mercato, riportiamo l’esito dell’indagine congiunturale curata dall’Ufficio studi Acimall, dalla quale arrivano buone notizie per iI primo trimestre 2016 che mostra segnali positivi sia per il mercato nazionale che per le esportazioni. L’indagine previsionale ci aiuta a immaginare quale potrebbe essere la situazione nei prossimi mesi: gli imprenditori intervistati da Acimall mostrano un discreto ottimismo per il 2016, confortati dai risultati superiori alle aspettative del 2015 e dalle prime indicazioni che emergono dall’anno in corso. Il 18% degli intervistati su un campione di aziende è convinto che nei prossimi mesi la domanda dall’estero crescerà ancora, mentre l’82% considera il trend stazionario. Il saldo è pari a 18. Più prudenti, come sempre accade, per quanto riguarda le previsioni sul mercato interno: l’11% del campione crede che la situazione peggiorerà, per il 77% la situazione sarà stabile, per il 12% la crescita continuerà ancora (saldo pari a 1).
Secondo l’ufficio studi Acimall l’industria italiana delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei suoi derivati pare destinata a recuperare quanto perso in seguito alla profonda crisi del 2009, un recupero che è certamente trainato dalle aziende di maggiori dimensioni. Una crescita in termini percentuali importanti, anche se deve essere letta alla luce dei profondi mutamenti che le difficoltà degli ultimi anni hanno imposto all’intero settore: oggi ci si trova di fronte ad aziende completamente diverse, a uno scenario del tutto nuovo che rende necessario leggere le variazioni percentuali con nuovi strumenti; ma ciò non toglie che l’atmosfera sia fortemente positiva. Infatti, l’indagine su un campione di aziende costruito in modo da rappresentare l’intero settore ci fornisce altri dati e rivela che gli ordini, nei primi tre mesi di quest’anno crescono complessivamente del 22,7% rispetto ai primi tre mesi del 2015. A questo dato contribuisce la crescita del 37,1% degli ordini dal mercato interno e il 20% di ordini giunti da oltre confine. A dimostrazione che l’appeal italiano verso l’industria mondiale della trasformazione del legno e dei suoi derivati sia rimasto inalterato.
Il carnet ordini evidenzia 2,7 mesi (erano 2,8 a fine 2015), con una variazione dei prezzi dal primo gennaio dello 0,4%. Secondo l’indagine qualitativa il 23% degli intervistati indica un trend di produzione positivo, il 65% stabile, mentre solo il 12% dichiara un livello produttivo in calo. Occupazione stazionaria secondo il 76% del campione (69% nel precedente trimestre), in aumento per il 6% (il 5 nella precedente rilevazione), in diminuzione per il restante 18% (26% tre mesi fa). Le giacenze risultano stabili dal 71% delle interviste, in aumento per il 18% e in diminuzione nel restante 11%.

EDITORIALE_IP12_4EDITORIALE_IP12_3EDITORIALE_IP12_2EDITORIALE_IP12_1