EDITORIALE n°15

Giovanni

Fuori dal mondiale fuori dal mondo


Giovanni Sedino

 

In un Paese, in un’epoca, in una società dove il calcio unisce e disunisce i popoli come e forse più delle religioni, siamo riusciti, dopo anni di onorato servizio, grandi vittorie, miliardari contratti di sponsorizzazione a uscire, tristemente e mestamente, dal gran giro del calcio che conta. Che conta, non tanto in quanto gioco del calcio ma, ben più come immagine di una società che si trova o si perde, secondo gli andamenti dei suoi alfieri in maglia azzurra.

Onestamente non saprei a chi addossare la colpa di questa disfatta: dirigenti, allenatori o calciatori. Ovviamente, quando le cose vanno male, le responsabilità sono molteplici così come i meriti quando invece vanno bene. Certo è che tutti gli attori di questa commedia godono di privilegi unici, economici e non solo, molto simili a quelli di cui godono e hanno goduto tanti dirigenti di banche, società pubbliche e politici di livello più o meno alto. E sapete qual è il denominatore comune che unisce tutti questi personaggi quando le cose vanno male? Che nessuno è responsabile e tutti hanno pieno diritto di ottenere fino all’ultimo euro delle loro spettanze. E sapete chi paga? Sempre il popolo italiano che ci rimette soldi, opportunità, immagine e credibilità.

Ecco quindi il politico orgoglioso e presuntuoso che perde un referendum, che veste di incertezza il futuro del Paese che, a causa di questo, porta importanti banche ancora più vicino all’orlo del fallimento. Ecco presidenti di autorità finanziarie che devono controllare e vigilare, che una volta scappati, tutti i “buoi dalla stalla” cercano goffamente di rincorrere, non tanto i buoi che ormai sono persi ma, tutte le scuse possibili per scaricarsi delle responsabilità. Ecco sindaci di importanti città che si agitano in maniera disordinata nel tentativo di gestire, organizzare e riordinare cose più grandi di loro, senza alcuna specifica conoscenza e preparazione, naturalmente con pessimi risultati. E ancora, politici locali che a ogni elezione si presentano in un diverso schieramento, sia quel che sia, basta esserci e prendere voti, che non fanno in tempo a presentarsi in pubblico che vengono arrestati con ogni tipo di accusa infamante o, ancora, il mondo dorato dello spettacolo che, per non restare indietro dai ben più evoluti americani, non si fa certo mancare squallidi e banali intrighi goderecci, molesti e talvolta violenti a spese di giovani donne, spesse volte disarmate ma altre fin troppo “armate”.

Certo che se volevamo essere un po’ ottimisti circa il futuro del nostro Paese, iniziamo proprio male e speriamo, con le prossime elezioni, di non continuare peggio. A oggi le premesse non sono delle migliori, siamo un Paese difficile da capire e da amministrare, con leggi strane e poco comprensibili a noi semplici cittadini. Se pensiamo, che riusciamo con le nostre leggi a tenere in carcere per anni, per evasione fiscale e squallidi ricatti, un povero allocco come Corona, ma non riusciamo a tenere in carcere spacciatori di morte e ladri seriali che rovinano veramente la vita dei cittadini, possiamo renderci conto dell’incoerenza giuridica italiana.

Non siamo più capaci di guidare la nostra società come dovrebbe fare un buon “padre di famiglia”. Siamo troppo deboli, demotivati, timorosi, lenti e ipocriti nell’affrontare una società in rapidissima evoluzione che si trova ad affrontare sfide cibernetiche, migratorie, religiose e culturali mai viste prima.

Ho l’impressione che siamo veramente “fuori” dal mondo, che cambia, che corre e ci lascia indietro. Politici di scarso spessore che si ripropongono all’infinito, giovani poco convincenti e poco preparati che si candidano a sostituirli, non so cosa sia meglio o cosa sia peggio. Eppure avremmo, anzi, abbiamo, persone che potrebbero guidare il Paese verso un vero cambiamento, ma ho l’impressione che il popolo italiano non li voglia, in fondo, nel caos, ci si confonde meglio!

Alcune immagini di tipo generale riguardanti interni di Palazzi italiani durante eventi aperti al pubblico, da sinistra a destra: Auditorium Cassa di Risparmio di Firenze, Aula Magna di Palazzo Chiaramonte-Steri a Palermo, Palazzo Visconti a Milano e la Sala Protomoteca al Campidoglio di Roma.