EDITORIALE n°9

Giovanni Siamo tutti CHARLIE!
Giovanni Sedino

Abbiamo archiviato un altro anno, il sesto dall’inizio della crisi e, purtroppo, dalle rilevazioni economiche e occupazionali che ci fornisce l’Istat, non sarà l’ultimo. L’economia in Italia stenta a ripartire e, malgrado i buoni propositi dell’attuale governo, sebbene sia il 3° non eletto dal popolo e nonostante le grandi speranze riposte in esso da noi cittadini, ancora non sono state fatte delle vere politiche volte alla ripartenza, volte a ridare fiducia agli imprenditori che guidano le nostre imprese, fonte di ricchezza per tutto il Paese.
Demagogia, paura del cambiamento, difficoltà di affrontare in modo pragmatico i problemi reali, squallidi, quanto meschini interessi di parte, bloccano drasticamente ogni decisione concreta, ogni necessaria vera riforma, ogni azione volta realmente ad affrontare la crisi sociale che oggi pervade interamente il nostro Paese.
Chi ha pochi mezzi non ha prospettive di miglioramento, che i mezzi li ha, non ha alcuno stimolo a impegnarli in attività produttive o in investimenti che creino crescita e sviluppo. Così tutto stagna in un limbo dove ognuno aspetta che succeda qualcosa, che qualcuno faccia qualcosa, ma dove forse nessuno sa veramente cosa fare e come fare a cambiare questa situazione. Nel frattempo ladri, delinquenti e disonesti prosperano approfittando della debolezza di un sistema malato, senza spina dorsale, dove gran parte della classe politica, come ormai accade da oltre cinquant’anni, invece di fare quadrato e fare le cose necessarie al Paese e a tutto il popolo Italiano pensa alla propria sopravvivenza, al proprio domani, alla propria tasca.
E intanto è iniziato il 2015 ed è iniziato nel peggiore dei modi. A parte le proiezioni Istat, che ci comunicano che la disoccupazione aumenta, il PIL ristagna, il debito pubblico sale e il disavanzo deficit Pil supera abbondantemente il 3%; ci accorgiamo che aver messo per anni la testa sotto la sabbia, come gli struzzi, non è servito a nulla e che, forse, quel processo di radicalizzazione ideologica di certe parti sociali, da pochi paventato, da molti ignorato e dal popolo tanto temuto, sta iniziando. I fatti di Parigi spaventano i cittadini del mondo occidentale, risvegliano i governanti europei da un limbo, ci mettono tutti di fronte a una realtà che esiste e che, per troppo tempo, non è stata affrontata nel modo corretto.

Alcuni scatti di Parigi, con più di due milioni in marcia nella capitale della libertà con i giornalisti sopravvissuti al massacro, le famiglie delle vittime dei terroristi e decine di leader politici, europei e mondiali. In particolare ringraziamo per le foto, da sinistra l’Ansa, al centro Il Messaggero e per la foto a destra l’AP-Laurent Cipriani.

È evidente che la nostra civiltà, frutto di secoli di storia, di due guerre mondiali, di tanta sofferenza e sacrifici ci dice che la soluzione a tutti i problemi di integrazione non è la violenza, la chiusura in se stessi, il rifiuto totale di ascoltare i bisogni e la ragioni dell’altro. Ma sicuramente non è nemmeno quella di accettare passivamente e vigliaccamente le imposizioni di altri che, a casa nostra, cercano di imporre, con il terrore, dei modelli sociali da noi non condivisi e non accettabili. Non è possibile che ci vogliano oltre 15 morti, una città come Parigi in preda al terrore, tutta l’Europa in preda alla paura di un terrorismo che, prevedibilmente, sta prendendo una piega totalmente diversa da quella fino a ora conosciuta, per rendersi conto che, per proteggere la nostra civiltà ci vuole fermezza, comprensione e attenzione agli sviluppi sociali, capacità di analisi delle situazioni e mezzi legislativi e investigativi Europei unici e condivisi per affrontare questa già annunciata situazione.
Probabilmente, in Italia, siamo troppo impegnati a difendere i diritti di chi “legalmente” ruba a tutti noi e approfitta delle pieghe delle leggi per farsi i fatti propri, speriamo che i nostri concittadini Europei siano più seri e concreti di noi Italiani e ci aiutino in questa difficile fase di cambiamento del mondo.
Purtroppo serve a poco per coloro che sono morti, ma anche noi di Finiture siamo tutti CHARLIE, rispettosi di ogni forma di pensiero e religione, ma fermamente convinti che solo la libertà di espressione, in qualunque forma non violenta, sia la chiave per la crescita dell’uomo. La storia ci insegna che ogni forma di violenza non ha mai vinto nel lungo periodo e che non è mai servita per migliorare la condizione dell’uomo. In ogni società civile per ogni vita spezzata, per ogni coscienza messa a tacere ce ne sono altre dieci, cento, mille pronte a raccogliere il testimone e a continuare il processo di evoluzione insito nella natura dell’uomo fin dalla sua creazione.
Auguri a tutti i nostri Clienti, Fornitori, Collaboratori e Amici perché il 2015 possa essere per l’Europa e per il mondo intero un anno di svolta non solo economica ma anche sociale, culturale e umana.