EDITORIALE n°2

Giovanni “Rivogliamo il nostro Bel Paese”
Giovanni Sedino

Cosa succede nel nostro “Bel Paese”? Forse che a forza di approfittare tutti, ma qualcuno di più, di tutta questa bellezza e ricchezza, il nostro “Bel Paese” è ormai verso un inesorabile declino?
Lo scorso mese di Giugno ho trascorso, per motivi di lavoro, tre settimane continuative in Francia, Paese nostro stretto vicino, del quale possiamo invidiare solo la doppia estensione territoriale rispetto alla nostra Italia.
Produttività, ingegno, saper fare, organizzazione, fantasia, buon gusto etc. ci vedono sicuramente protagonisti e in molti campi vincenti rispetto ai nostri vicini. Peccato che tutto questo sia applicabile solo al comparto imprenditoriale, alle aziende private che ogni giorno combattono sul libero mercato per mantenere e consolidare le posizioni, e conquistare nuovi spazi.
Nella gestione della cosa pubblica invece è esattamente il contrario. Abbiamo, purtroppo, tutto da invidiare ai francesi che, se anche sicuramente non perfetti, almeno non sembrano essere voraci avvoltoi così come molti, troppi, nostri amministratori pubblici si sono mostrati in questi ultimi decenni.
Il continuo approfittare e sperperare delle pubbliche risorse ha portato un Paese come l’Italia, che nei vent’anni successivi all’ultima guerra, è riuscito a conquistarsi, senza alcuna risorsa naturale e quindi con il solo intelletto e lavoro, il posto di ottavo Paese più industrializzato del mondo, sull’orlo della bancarotta. Ma dove sono i politici e le brave persone illuminate e oneste, che allora ci hanno condotti a tali risultati? Sì perché ci mancano solo quelli, gli imprenditori di oggi non sono molto diversi da quelli di allora e i risultati delle nostre medie e piccole imprese, da sempre pilastro essenziale del sistema-paese, nonostante la crisi devastante, lo dimostrano.

Da sinistra verso destra: San Francesco da Paola in Calabria, Ponte di Tiberio a Rimini e il Castello di Fenis in Valle D’Aosta.

Una dissonanza sgradevole per tutti i lavoratori italiani, che emerge in tutta la sua crudezza e negatività, anche semplicemente ascoltando la radio durante il viaggio di ritorno in Italia: lo stile con cui si raccontano questi due paesi pone un confronto inevitabile. É accaduto infatti che, nelle tre settimane di mia permanenza in Francia, tutto sommato abbia vissuto in un clima relativamente rilassato, dove la sera, in albergo, si poteva ascoltare il telegiornale o durante il giorno, in auto, ascoltare la radio senza rischiare “un infarto o una crisi di nervi”. Anche i media Francesi ovviamente parlano della crisi e della difficile situazione generale dell’Europa Unita, ma non in modo così angosciante e devastante come fanno quelli Italiani. In Francia comunque, per chi la pensa da Imprenditore, resta la voglia di andare avanti e di darsi da fare per migliorare e risolvere la situazione. In Italia, invece, viene voglia di “lasciar perdere” tutto perché comunque ormai non cambia nulla, se non in peggio.
La situazione è già tanto difficile, sarebbe più utile e opportuno affrontarla con entusiasmo e fiducia.
A proposito del comparto che mi sta più a cuore, quello imprenditoriale, di cui sono parte, colgo l’occasione per ringraziare tutti i numerosi clienti che si sono fidati e affidati a Finiture per questo primo semestre, rivelatosi proficuo e che ha visto una decisa riconquista, da parte di Finiture, del mercato tedesco, che ormai mancava da qualche anno. Le previsioni e gli ordinativi fino alla fine dell’anno sono buoni e si conferma un trend di crescita, rispetto all’anno precedente, di oltre il 20%, con una percentuale a favore dell’esportazione che ormai è prossima al 100%.
Per l’inizio dell’anno prossimo, Finiture ha già un soddisfacente portafoglio ordini che fa ben sperare in un 2013, ormai alle porte, almeno non inferiore al 2012.
In attesa che la ripresa prima o poi arrivi e che anche mercati un tempo interessanti, come Italia, Spagna, Portogallo, Grecia etc. possano ricominciare a correre,
Un cordiale saluto e un augurio di buone ferie a tutti!

Fonte delle fotografie www.windoweb.it che ringraziamo