INCONTRI n°5

DCF 1.0 Know how italiano
Sonia Maritan

Giovanni Sedino, titolare di Finiture, rappresenta un’azienda sana e che nonostante l’andamento negativo del mercato interno, aggravato da un Sistema Paese inefficiente, non ha visto segno negativo nei suoi bilanci, nemmeno in questi ultimi anni. “Riusciamo a mantenere i fatturati perché i mercati esteri sono in crescita” Esordisce così Sedino e io gli chiedo come definirebbe questa ‘crisi’? “In Italia strutturale, con un mercato immobiliare totalmente fermo, mentre Paesi come la Francia, la Germania, la Danimarca e altri nel nord Europa hanno anticipato questo cambiamento, e gestito meglio la bolla immobiliare. Hanno avuto anch’essi un calo finanziario che però non si è sommato a una crisi strutturale”. Andiamo oltre il mercato europeo, in Cina, cui abbiamo dedicato un’intervista nel numero scorso (Info Point_IV), tracciando i primi riscontri positivi di Finiture. “La Cina è un mercato enorme e difficile, per la distanza, per la mentalità, cui bisogna dedicare tempo, investimenti, professionisti competenti; però è un mercato che per il momento possiamo reputare interessante e nel quale ci stiamo muovendo discretamente. Dico per il momento, perché se fra qualche anno, dovessero acquisire la nostra tecnologia, potrebbero fabbricare lo stesso prodotto in territorio cinese a costi inferiori, e l’interesse della nostra azienda per quel mercato si ridurrebbe”. Quello che già esiste i cinesi sono ‘maestri’ nel copiarlo, ma il know how si rinnova con le idee! “La salvezza dell’Italia, non solo in questo settore ma anche in quello della moda o dell’alimentazione, sta proprio in questo”. Quale tecnologia richiede la Cina attualmente? “In Europa è richiesta una tecnologia concepita con impianti ‘just in time’, cioè concepiti per lotti piccoli ma con molta flessibilità in modo che siano in grado di assolvere più funzioni possibili per gestire ogni assortimento di commesse, colori, quantità e forme. Invece in Cina facciamo impianti che richiedevano in Europa quando si pensava più ai numeri, nell’ordine di 200-300 finestre al giorno”.

Alcuni scatti dello stand di Finiture durante la Ligna ad Hannover, una fiera che si rinnova e ha un’identità chiara

Un mercato globale e che guarda oltre il legno ormai? “Effettivamente, abbiamo iniziato a progettare anche impianti per le finestre in pvc, alle quali applichiamo tecnologie molto simili a quelle che impieghiamo per le finestre in legno, con vernici all’acqua complete di garanzia di durata e applicabili anche con sistemi robotizzati. Chiaramente si tratta di un processo molto più semplice, perché il legno è in assoluto la materia più difficile da trattare proprio perché viva, quindi reagisce al prodotto che applichi, alza il pelo, ha la vena, i nodi…”. Dopo la scuola del legno, sarà tutto più facile? “Senza dubbio è così, d’altra parte noi facciamo impianti specifici per accessoristica (maniglie, pomoli e piedini per mobili), cornici, cofani, mobili e principalmente per il serramento, quindi siamo in grado di rispondere a qualunque esigenza all’interno della nostra specializzazione”. Ci parla della novità presentata ad Hannover? “Per questa torniamo al legno e al serramento, si tratta di un impianto concepito per applicare il trattamento del primo fondo in linea, a elementi, quindi prima del montaggio della finestra, con il vantaggio di arrivare a verniciare tutte le parti con il prodotto di protezione e il beneficio di avere dei passaggi in meno sugli impianti in verticale perché molte volte non serve più il flow coating, con un risparmio di spazio e a volte anche economico.”