INCONTRI n°1

DCF 1.0 Una guerra senza vincitore
Sonia Maritan

Ogni volta in cui si presenta una doppia manifestazione in Italia, si crea un grave danno sia agli espositori sia ai visitatori, ma gli interessi politico/economici e di parte, che esulano dal vero traguardo fieristico, nel nostro Sistema-Paese sembrano preminenti. Questo accade ormai sempre più frequentemente, nel campo edile con la battaglia fra Milano e Bologna, in quello dei componenti e accessori per l’industria del mobile fra Pordenone e Verona, in quello delle fiere dedicate alla tecnologia per la lavorazione del legno fra Milano e Rimini.
Al di là dei risultati di affluenza comunicati dalle due parti, sempre si verifica una distribuzione degli espositori che inevitabilmente si divide fra due enti fieristici collocati in città diverse. Gli unici dati certi sono: confusione, costi maggiori per il Paese, dispersione dei visitatori/operatori.
A pochi mesi dalla storica edizione milanese si rivivrà la stessa situazione del 2010, quando a distanza di due settimane si sono tenute Xylexpo e Technodomus.
Una vetrina che metta “in mostra l’innovazione del settore” dovrebbe compiersi in uno spazio/tempo prestabilito, manifesto ed esclusivo, secondo una presentazione mirata nella quale è importante investire tutte le risorse possibili, attraverso una strategia ampia e sinergica. I centri fieristici di ogni Paese dovrebbero caratterizzarsi con settori di riferimento che non solo convivano “armonicamente” fra loro, ma che creino sistema, restituendo all’esterno una vetrina “espositiva” coerente, specializzata, avvincente e contemporanea. L’Holz-Handwerk e il Fensterbau hanno realizzato proprio questo proposito e quando si è trattato di scegliere, fra Norimberga e Stoccarda, per rispondere alla necessità di una cadenza biennale, l’interesse del comparto ha prevalso.
L’Acimall, coma Associazione di riferimento per i produttori di macchine e impianti per la lavorazione del legno, e come organizzatrice di Xylexpo ha la responsabilità di rendere più rigorosa ed efficiente la proposta fieristica italiana in questo settore. Proprio quest’anno è in scadenza il contratto con la fiera di Rho e quindi l’Acimall, come responsabile dell’evento milanese, ha portato in assemblea e all’attenzione dei soci la comparazione fra quattro enti fieristici, verso i quali affronterà una seria disamina, valutando l’opportunità di cambiare sede.
La questione non sarà di facile risoluzione e agli interessati non resta che aspettare di sapere se l’associazione avrà avuto “voce in capitolo”. Il timore degli imprenditori rimane, non solo perché sono loro che investono negli spazi fieristici mirando a una vetrina coerente con il prodotto, il loro target e le attese legate a una visibilità maggiore del comparto, ma anche perché questo settore è rappresentato per il 40 % dal nostro Paese, per un altro 40% dalla Germania – rappresentata autorevolmente dalla Ligna – e per il rimanente 20% dal resto del mondo.
Per questo, fa ancora più arrabbiare immaginare che un evento fieristico, rappresentato storicamente con prestigio, sia diventata l’ennesima “barzelletta italiana”. L’unica alternativa, potrebbe essere alternare Technodomus a Xylexpo, come fiera nazionale, una fiera specializzata dedicata alla finestra!
In definitiva, sarà evidente a tutti che dovremmo restare insieme per difendere il know-how italiano, nella presentazione di soluzioni ad alta tecnologia per la produzione delle macchine per la lavorazione del legno, un mercato sconfinato e poliedrico la cui italianità è riconosciuta in tutto il mondo; e che sia doveroso fare tesoro del patrimonio costruito dalle singole aziende, che lavorano giorno per giorno per esporre il loro prodotto in fiera e raccontarlo con l’entusiasmo giustificato da uno sforzo reale e da un impegno concreto.
Xylexpo, fino a ieri, ha costituito la vetrina ideale per “tastare il polso” di questo settore, ma domani chi rappresenterà il comparto delle macchine per la lavorazione del legno, nel nostro Paese?!