INCONTRI n°10 – BAU

DCF 1.0 Il 50° anniversario del BAU
Sonia Maritan

Per il settore edile il primo appuntamento dell’anno, dal 19 al 24 gennaio, è stato a Monaco di Baviera con il BAU e la sua storia cinquantennale, che le ha fatto acquisire nel tempo qualità e identità. I 251.200 visitatori naturalmente derivano anche dall’aumento delle presenze dalla Germania, ma l’incremento più significativo è dovuto ai visitatori stranieri con l’Italia al secondo posto con 5.388 presenze. Dall’estero sono giunti circa 72.000 operatori, in crescita del 20%. Una fiera che attira anche l’attenzione dei progettisti, registrando 65.000 operatori da studi di architettura e progettazione, con le sue interessanti proposte improntate così fortemente all’innovazione tecnologica, come il vetro ultra sottile (da 0,55 a 2 mm) ma fortissimo, per l’architettura di AGC, da utilizzare anche in vetrate isolanti doppie e triple. Al di là degli argomenti strettamente tecnologico-funzionali, il salone ha mostrato essenzialmente come sarà abitare, vivere e lavorare nelle città del futuro. Occhi puntati anche sul comfort abitativo, i temi principali sono stati Urbanizzazione intelligente, Efficienza energetica e delle risorse, Persone ed edifici.
Per il direttore del salone, Reinhard Pfeiffer, BAU ha superato ampiamente le aspettative di espositori e visitatori: “Con queste cifre da record BAU si è affermato ormai come fiera leader anche al di fuori dell’Unione Europea, come dimostra il forte incremento di visitatori da Paesi come Turchia, Cina o Arabia Saudita”. Anche per Dieter Schäfer, Presidente del Comitato degli Espositori di BAU e Presidente del Consiglio di Amministrazione della società Deutsche Steinzeug Cremer & Breuer AG, BAU ha “dimostrato in maniera molto convincente di meritare l’appellativo di principale fiera mondiale del settore. Qualità e internazionalità dei visitatori sono ulteriormente aumentate”.
Una sfida anche per i 2.015 espositori giunti da 42 Paesi e distribuiti in 17 padiglioni, che raccontano del clima di euforia che si respirava a questa edizione di BAU grazie al massiccio afflusso di visitatori già il primo giorno, per la loro internazionalità ma anche perché, esattamente come alla scorsa edizione, l’81% non rileva variazioni nella valutazione della situazione economica attuale che giudica positivamente.

Alcune immagini che si riferiscono all’ultima edizione 2015 del Bau a Monaco di Baviera.

I visitatori hanno apprezzato la varietà e la completezza dell’offerta, e la presenza dei leader di settore che ha reso possibile informarsi sulle novità. Una delle maggiori attrazioni di BAU è stata la presenza di molte archistar, come Wolf D. Prix (COOP Himmelbau, Vienna), Kenneth A. Lewis (Skidmore, Owings and Merill LLP, New York) Christoph Ingenhoven (ingenhoven architects, Düsseldorf) e Alfredo Brillembourg (Urban-Think-Tank, Zurigo) e dai forum la possibilità di conoscere i grandi temi del settore, dalla viva voce di figure indipendenti dell’architettura, della ricerca e dell’industria riguardo le città del 2030, il Building Information Modeling (BIM), le costruzioni in legno e i materiali flessibili, il futuro del patrimonio edilizio, le strategie per il cambiamento climatico e le soluzioni pratiche per il risanamento e l’ammodernamento di edifici.
Sostenibilità, sicurezza, fruibilità dei prodotti emergono anche facendo una breve retrospettiva del BAU, negli ultimi anni si sono moltiplicati gli enti di certificazione: gli edifici acquistano valore se certificati. Il motore di un sistema certificato nel suo complesso sono gli investitori, e così nel mercato immobiliare odierno gestione, utilizzo e quindi i costi di manutenzione sono da tenere in grande considerazione. Sostenibilità ambientale e certificazione nell’edilizia portano alla EPD, la qualità ecologica dei prodotti, poi inseriti nel contesto dell’edificio e dell’ambiente che lo circonda, tutti parametri presi in considerazione per il certificato ambientale dell’edificio nel suo complesso. Questi attestati valutativi vengono emessi in base a delle normative europee. Al contrario della EPD gli aspetti valutativi dell’Ecodesign nascono in uno stadio precedente e sono legati a materiali, energia, tecnologia, riparazione, manutenzione, l’impiego dei prodotti in opera e il loro smaltimento, quindi il completo processo di tutti questi aspetti integrati fra loro implica la valutazione del bilancio ecologico sulla base del ciclo di vita già in fase di progettazione. Il concetto di prodotti “verdi” in futuro sarà più integrato e si parlerà di Ecodesign con riferimento a ogni componente come macchine, vernici, finestre o porte se soddisferanno il bilancio energetico. Se consideriamo i due aspetti di sostenibilità ambientale ed Ecodesign si arriva a un prodotto con una necessità minima di manutenzione o che sia destinato anche a un uso diverso da quello iniziale, che sia possibile riparare o riutilizzare, si arriva a prodotti che non devono avere costi aggiuntivi di adattamento per il cambio di destinazione d’uso. Considerati i 26.000 addetti nel settore edile in Europa è facile immaginare quanti siano interessati al tema.