EDITORIALE n°11

DCF 1.0 Le opportunità del mercato
Sonia Maritan

Finiture del suo know how ha fatto il suo successo internazionale. Un’azienda sana, in crescita costante, forte delle sue strategie sempre in divenire che ascoltiamo dalla voce di Giovanni Sedino, il titolare. Quali le strategie messe in atto per ampliare la clientela sul mercato estero? “Una parte delle risorse destinate anteriormente all’Italia le abbiamo spostate sui mercati europei, sempre con lo stesso obiettivo di rivolgerci alla piccola e media impresa, offrendo un prodotto destinato a un mercato evoluto, dove porta e finestra siano sinonimo di qualità“. Il know how inerente la parte robotica costituisce un mercato interessante per l’ambito europeo? “Tutta la parte robotica è stata fortemente sviluppata grazie al mercato francese e tedesco, dove c’è stata una grande richiesta, che per la complessità di tipologia di pezzi ci ha costretto da un lato, a un grosso impegno di sviluppo e all’altra ha costituito lo slancio per imboccare la strada giusta da percorrere, con diverse soluzioni e applicazioni“. Rispetto al robot di Finiture, quale può essere, per il settore del serramento, un’ulteriore evoluzione? “Stiamo studiando possibili sviluppi e molte altre applicazioni che oggi vengono fatte a mano e possono essere trasferite a un operatore robotizzato. In effetti, per un cliente in Francia che ha il pallino dell’automazione, salvo che per alcuni pezzi speciali, è stato tutto automatizzato: partendo dal magazzino dei profili del quadrotto fino all’imballaggio, compreso ovviamente il processo di verniciatura con Finiture“. Per Finiture il mercato del futuro rimane quello del serramento o ci sono altre categorie merceologiche papabili? “Vedo sicuramente degli sviluppi interessanti nel settore della plastica, e non solo nel serramento in pvc: abbiamo fatto degli impianti automatici per aziende che realizzano tegole in plastica, carter di bicicletta. Quindi ovunque ci siano attività, dove possiamo applicare le nostre tecnologie“. La tipologia di materiale è irrilevante? “Anzi, il prodotto a base sintetica è più semplice da verniciare. Diverso è il settore del metallo, dove devono essere effettuati dei lavaggi, si applicano alte temperature, e si utilizzano altri prodotti, come le polveri“. Sono molto in crescita i materiali compositi. “Assolutamente, anche nella serramentistica. La finitura servirà sempre, perché quando è richiesta una colorazione standard, per quantità molto elevate, come nelle plastiche, si immette direttamente il colorante nell’estruso, però siccome moltissimi prodotti sono pezzi unici o piccole serie, la verniciatura, per motivi estetici o tecnologici, resta un fattore fondamentale. Per esempio, ho un cliente in Francia di serramenti in pvc, con due impianti Finiture, e lui sta utilizzando vernici termoisolanti per la finestra. È una soluzione utile soprattutto per il pvc, dove c’è il problema delle alte temperature. La verniciatura, quindi, non solo come finitura estetica, ma sempre di più anche come processo tecnico che aggiunge valore prestazionale al manufatto“. Passare da un settore all’altro non crea problemi all’azienda? “Lo spirito di Finiture è di restare nel suo core-business, legato a impianti verticali per prodotti bi-tridimensionali nei diversi materiali. Il problema non è tecnico, perché siamo consapevoli della nostra capacità di ricerca e sviluppo, ma commerciale, e sta nella necessità di presidiare settori diversi con le relative fiere di riferimento, dinamiche commerciali differenti e con l’esigenza di essere seguiti da personale qualificato. Presidiare il settore è indispensabile, a fronte del fatto che la concorrenza esiste e non è possibile per un operatore saturare totalmente il mercato, se non a condizioni inaccettabili di pressione sui prezzi“.

L’arma vincente di Finiture è da ricercare nella struttura-dimensione, che unisce una base di produzione industriale a un alto livello di personalizzazione delle linee fornite? “Diciamo che Finiture è in grado di fornire impianti su misura con pezzi di produzione e di qualità industriale, fornendo soluzioni speciali che fanno la differenza. Tra l’altro oggi noi realizziamo prevalentemente impianti di verniciatura a base acqua perché è il prodotto prevalentemente utilizzato grazie all’evoluzione tecnologica che ha avuto, in particolare in Europa, il solvente è ormai confinato a brevi e limitati interventi di pulizia dell’impianto. Questo, non solo nel settore del legno ma anche in quello del metallo e della plastica, tale da sostituire in numerosi campi il prodotto al solvente con evidenti vantaggi per l’ambiente e la sicurezza.” E il mercato italiano? “Abbiamo fatto qualcosa nel 2015 in Italia, a fronte del nulla dell’anno precedente e quest’anno sembra che i segnali di ripresa continuino, infatti, anche alla recente Xylexpo abbiamo avuto alcuni interessanti contatti con potenziali clienti Italiani: cosa che non accadeva da almeno due edizioni! Finiture rimane un’azienda più che solida, attiva e che non ha subito grandi perdite in questi anni difficili per la diversificazione preventivamente messa in atto. Grazie alla crisi abbiamo ottimizzato tante cose, guadagnando invece che perdere, a parità di fatturato“.