La qualità delle superfici enfatizza il valore del prodotto – Kneer Südfenster

download-button-pdfIl gruppo Kneer-Südfenster aumenta le proprie capacità nel campo delle finestre in legno-alluminio grazie a una moderna linea di produzione.

Con circa 300.000 unità di finestre di tutti i tipi e più di 3600 porte per interni all’anno, il gruppo Kneer-Südfenster è uno dei maggiori produttori di finestre della Germania. Per assicurarsi la posizione raggiunta nel mercato conquistato con fatica, Josef Kneer, l’attuale proprietario e amministratore dell’assortimento completo di prodotti, punta sullo sviluppo continuo e sulla regolare innovazione nel campo delle tecnologie di produzione. Così, quest’anno, la produzione delle finestre in alluminio-legno è stata riorganizzata per essere ancora più efficiente grazie alla costruzione di un nuovo capannone e alla nuova organizzazione del settore. Un elemento importante in tutto questo è stato il nuovo impianto di verniciatura.

In tre generazioni i Kneer hanno trasformato una falegnameria di paese, che produceva anche porte e finestre, in uno dei principali produttori di finestre e porte per interni della Germania. Nel 1932 Alois Kneer fondò la sua ditta a Westerheim in Svevia, che all’inizio era solo una stanza nella casa dei suoi genitori. Con la grande richiesta dopo la guerra, crebbe anche la ditta.  All’inizio degli anni ‘60 la ditta passò al figlio Horst Kneer, che portò l’impresa a una dimensione interregionale e la specializzò per la produzione di porte e finestre. Oggi circa 300.000 unità per finestre e più di 3.600 porte per interni lasciano ogni anno le fabbriche del gruppo Kneer-Südfenster di Westerheim, Schnelldorf e Massen. La sorte della ditta con tre sedi oggi viene guidata da Florian Kneer. Al suo fianco il direttore di produzione Josef Rehm, che lavora nell’azienda da più di 42 anni. “Quando ho cominciato, eravamo ancora in 16 collaboratori“, racconta. Oggi Kneer Südfenster dà lavoro a 650 persone. Fino al 1981 venivano prodotte esclusivamente finestre in legno. In seguito, a Westerheim vennero introdotte le finestre in materiale plastico, che oggi ricoprono il 55% delle vendite. “Al contrario, le finestre in legno diventano sempre più un prodotto di nicchia”, commenta Kneer. L’introduzione delle finestre in materiale plastico fu una conseguenza dell’idea di voler coprire l’intera gamma di finestre. Nel 1991-’92, per lo stesso motivo, vennero aggiunte finestre e porte in legno-alluminio, nel 1997 le finestre in solo alluminio. Dal 2008 vengono offerte anche combinazioni di alluminio e materiale plastico. Vengono fatti grandi sforzi da Kneer per sviluppare propri tipi di finestre , con un occhio di riguardo a vetri sottili e forme moderne – un’impresa non sempre semplice, quando bisogna rispettare anche le norme per l’isolamento. Allo sviluppo in proprio appartengono anche le lastre di vetro senza elementi di fissaggio visibili. Le vendite vengono eseguite tramite il commercio specializzato e i produttori di prefabbricati. I partner commerciali possono offrire ai clienti non solo una ricca gamma di forme e colori, ma anche tutti i tipi di sistemi di finestre presso un unico produttore, e addirittura combinarli in un unico ordine. Inoltre dalla fabbrica viene fatto molto per sostenere il commercio specializzato. Di questo fa parte anche la puntuale consegna di porte e finestre direttamente in cantiere. Inoltre i camion della ditta sono forniti di un elevatore, cosa che li rende in grado, ad esempio, di scaricare le finestre al primo piano. Completamente nuova è l’offerta di portare anche un “glass-boy” alla consegna, una macchina per il maneggiamento degli elementi di facciata sempre più grandi. Chi ha visto una volta le dimensioni nel reparto spedizioni della ditta, può capire quanto questo può essere necessario al giorno d’oggi. In ognuno degli stabilimenti c’è un’esposizione per la vendita che al sabato accoglie anche i costruttori. Lo sviluppo viene poi seguito dalle ditte specializzate competenti per la regione. Oggigiorno Kneer commercia in tutta la Germania, circa il 10% della produzione viene esportato. Come racconta l’amministratore, contatti importanti vengono stretti alle fiere “Fensterbau/Frontale” a Norimberga e alla fiera “Bau” di Monaco. Al contrario, alle fiere regionali si presentano i distributori, sempre sostenuti dalla ditta. La produzione avviene esclusivamente su commissione, cosa che richiede un’alta flessibilità nella produzione per quanto riguarda forme e colori e un’affiatata interazione con i fornitori. Così Kneer acquista i profili in alluminio (uno sviluppo interno) per le sue finestre in legno-alluminio direttamente dal produttore. In fabbrica vengono poi tagliati in base all’ordine. Infine un fornitore di servizi li vernicia con prodotti in polvere. Una volta tornati da Kneer, vengono poi assemblati e portati alla produzione finale secondo il bisogno. Un magazzino automatizzato con 120 box funge da buffer.  Anche la collaborazione con il fornitore di vetro, che consegna vetrificazioni triple in base agli ordini, è da coordinare in modo che il vetro arrivi in tempo alla produzione finale.

Investire nelle finestre alluminio legno.

Come spiega il direttore amministrativo Kneer, il mercato delle finestre in legno ristagna da anni, mentre le finestre in alluminio-legno crescono costantemente. L’anno scorso è stato quindi deciso di investire in questo campo nella fabbrica originaria di Westerheim. Il direttore di produzione Rehm ha portato tutta la sua esperienza nel progetto dell’impianto e nella scelta della tecnica. Nel nuovo capannone di produzione, appena costruito ed equipaggiato con la tecnologia più moderna, l’intero ciclo è orientato ad una produzione flessibile, in cui vale il principio “il pezzo da lavorare arriva alla postazione di lavoro”. Inoltre è stato mantenuto un mix ottimale tra lavoro manuale e dei macchinari. Così, ad esempio, le componenti di fissaggio vengono solo inserite (il legno di quercia viene anche preventivamente forato a mano), l’avvitamento viene eseguito da una macchina. Grazie al riconoscimento dei pezzi, infatti, le unità di fissaggio parallele vengono automaticamente posizionate nel punto corretto. Nel nuovo capannone di montaggio ci sono tre linee parallele, due per i telai, una per i battenti. Tramite un sistema di lettura di codici a barre, il sistema fa in modo che cerniere e parti funzionali vengano assemblate in base alla commessa, e che alla fine telai e battenti si trovino insieme. Poiché il vecchio impianto di verniciatura era poco flessibile, è stato deciso di investire in uno nuovo. Con le idee chiare in proposito a quanto il nuovo impianto doveva fare e con la sua abbondante esperienza, Rehm ha formulato un profilo di produzione e ha chiesto delle offerte a più fornitori. Oltre ad un’eccellente qualità delle superfici, un criterio fondamentale era la robustezza del trasportatore, poiché, nell’ampliamento finale, l’impianto deve essere in grado per un lungo tempo di verniciare pezzi per fino a 400 unità di finestre per turno. Infine, dopo la visita di alcuni impianti per referenza, di cui alcuni lavorano senza problemi da più di 20 anni, Finiture è stata scelta come fornitore. A questo ha contribuito anche la pluriennale conoscenza del rappresentante tedesco Wilfried Mutschler.

Massimo sfruttamento della vernice.

Da Kneer, le finestre in legno e le finestre in alluminio legno ricevono la stessa verniciatura, una struttura a 4 livelli tra impregnante, fondo, intermedio e vernice di copertura. L’impregnante completa la prima fase della lavorazione in qualsiasi caso, che si tratti di un pezzo proveniente sia dalla linea di profili lineari, sia dall’impianto CNC tenuto pronto per le lavorazioni particolari. Dopo il carteggio intermedio, anche ai pezzi provenienti dall’impianto CNC viene applicato il fondo sui pezzi singoli, e in futuro potrebbe essere così anche in generale, spiega Rehm a proposito della progettazione attuale. Al momento, ai battenti e ai telai sigillati viene applicato il fondo nel vecchio impianto e ricevono una  mano di vernice intermedia. Inoltre il vecchio impianto viene utilizzato per ordini con frequenti cambi di colore – Kneer offre un ampia gamma di colori secondo la propria cartella, ma anche la verniciatura con qualsiasi colore RAL. Circa l’80% degli ordini viene coperto da colori standard. Nel nuovo impianto viene applicata la vernice di copertura. Due apparecchiature per la verniciatura verniciano fronte e retro. All’ingresso dell’impianto di verniciatura, battenti e telai, agganciati ad un  sistema di movimentazione Power & Free, oltrepassano un dispositivo di lettura che ne rileva le dimensioni. In questo modo viene spruzzato solo dove c’è effettivamente una parte del pezzo da lavorare. Tuttavia, solo il 20-40% della vernice si deposita sul pezzo, il resto diventa overspray.  Per aumentare l’efficacia e l’adesione dell’applicazione, la vernice ad acqua viene caricata in elettrostatica. Il rappresentante dei costruttori dell’impianto, il sig. Mutschler, spiega: “Il principio fisico di fondo della verniciatura elettrostatica si basa sulla creazione di un campo elettrico tra un organo di applicazione, in cui avviene la spruzzatura, e un pezzo da lavorare. Allo spruzzatore viene inoltre applicata un’uguale tensione negativa creata da una fonte di alta tensione (cascata). Di fronte si trova il pezzo da lavorare che ha potenziale di terra. Se si verificano queste condizioni, i campi di forza elettrici trasportano le particelle sul pezzo da lavorare, e possono essere utilizzati per la disposizione delle gocce di vernice tra le cariche delle particelle e le loro cariche opposte sulla superficie del pezzo messo a terra. Grazie alla carica elettrica, sulla quale viene veicolata la vernice, il materiale di verniciatura polverizzato segue una traiettoria orientata verso il pezzo messo a terra. Solitamente, un’umidità del legno dell’8% è sufficiente per la conduttività. Con la spruzzatura in elettrostatica si può arrivare a un rendimento di applicazione fino all’80%”. In questo modo, l’utilizzatore non risparmia solo vernice, ma riduce anche i costi di smaltimento e allunga gli intervalli di pulizia dell’impianto di aspirazione. Il resto dell’overspray arriva sulle colonne Pro-lac, da cui viene automaticamente raccolto mantenendo intatte le proprietà fisiche e chimiche della vernice. Come riporta Rehm, si ottiene uno sfruttamento della vernice più alto del 90%. Dopo aver lasciato la zona di verniciatura, i pezzi passano in una zona in cui, grazie all’umidità, viene data alla vernice la possibilità di espandersi. Inoltre, l’umidità dell’aria blocca le particelle di polvere nell’aria. In questo modo, un clima controllato nei locali di produzione e verniciatura rende possibile un risultato di produzione notevolmente migliorato. Il rappresentante di Finiture, sig. Mutschler, spiega perché ritiene che un’umidità dell’aria mirata sia una parte integrante di una produzione moderna, soprattutto con vernici all’acqua: “L’importanza dell’umidità controllata dell’aria si sente dove non c’è. Su un materiale igroscopico come il legno possono risultare spaccature e variazioni nelle dimensioni. Con l’utilizzo di vernici ad acqua è facile che si verifichino delle perdite a livello di qualità delle superfici. Solitamente l’aria ambiente è sottoposta a grandi variazioni dovute al calore residuo delle macchine, sistemi di immissione ed espulsione aria, temperature esterne variabili, ecc.. Senza un impianto di umidificazione con relativo comando, questi influssi sono praticamente incontrollabili. Al contrario, gli umidificatori ad alta pressione creano una nebbiolina umida che crea le condizioni climatiche ideali in alcuni punti precisi. In questo modo la zona di gocciolamento dopo il tunnel di impregnazione nella cabina di verniciatura, così come l’intero capannone di verniciatura, vengono umidificate efficacemente e con costi contenuti.” Dopo l’umidificazione i pezzi attraversano un tunnel di essiccazione lungo 30m, largo 4,8m e alto 4,7m, che lavora in ricircolo come essiccatore di condensa a freddo. Con temperature che vanno dai 20° ai 22°C, quindi senza pericolo di surriscaldamento, la vernice si essicca dall’interno verso l’esterno. Il rappresentante di Finiture Mutschler spiega il processo: “Per l’essiccazione con aria deumidificata (essiccazione refrigerata) è necessario un fabbisogno energetico decisamente inferiore a quello per l’essiccazione con aria calda. L’aria deumidificata viene fatta girare in ricircolo. Il principio fondamentale del ricircolo d’aria si basa sul fatto che l’aria contenente un basso valore di vapore acqueo accelera l’evaporazione anche con basse temperature ambientali. L’essiccazione delicata riduce la chiusura della superficie durante l’essiccazione (formazione della pelle). Di principio il vapore si sposta dalla parte calda a quella fredda. Non appena il vapore arriva nel punto più freddo, si forma la condensa. Grazie al congelamento o condensazione dell’umidità dell’aria è possibile un autentico ricircolo d’aria. Il calore dell’evaporazione viene nuovamente liberato tramite la condensazione e può essere condotto nuovamente nel circolo di essiccazione, mentre l’aria riscaldata e deumidificata viene riciclata. Con questa tecnologia non sono necessarie zone di raffreddamento, poiché non c’è alcun riscaldamento del prodotto.” Mutschler spiega inoltre che anche il relativo controllo delle condizioni nell’essiccatore è importante per il risultato, poiché con l’essiccazione non viene solo estratta l’umidità, ma viene avviata anche una trasformazione della componente solida della vernice. Gli strati di vernice si contraggono, e questo crea tensione. Se l’estrazione dell’umidità non è omogenea o è troppo rapida, gli strati di vernice potrebbero rompersi. Dopo 3-4 ore, i pezzi che lasciano il tunnel sono essiccati al punto da poter essere ulteriormente lavorati senza temere per la qualità della superficie. Per l’indurimento completo della vernice, come d’abitudine per le vernici ad acqua, ci vuole un po’ più di tempo. Come spiega il direttore di produzione Rehm, lo spessore dello strato di vernice viene misurato dopo ogni applicazione, per controllare la qualità della verniciatura, poiché è un elemento fondamentale per la lunga durata del prodotto. Attraverso la combinazione con il vecchio impianto, è stato possibile abbassare il numero di cambi colore giornalieri da 6-8 a mediamente tre al giorno, cosa che, parlando di 30 minuti come tempi di messa a punto, è sicuramente notevole per la capacità produttiva dell’impianto. Nelle fabbriche di Kneer al momento vengono usati prodotti di tre fornitori diversi: Dyrup, Remmers e Adler. Il nuovo impianto non è messo a punto per un produttore di vernici. Può essere adattato a seconda dei dati del fornitore di vernici. Questo è possibile sia attraverso il proprio personale, sia attraverso Internet dalla fabbrica di Finiture. Oltre alla progettazione dell’impianto, Rehm era responsabile anche dell’installazione. Questa doveva aver luogo contemporaneamente alla produzione, nei mesi primaverili solitamente più tranquilli. Il montaggio e la messa in servizio dell’impianto sono cominciati in Aprile, e si sono conclusi dopo 8 settimane. Come riporta il direttore dell’azienda Florian Kneer, il nuovo capannone, con la sua tecnica e organizzazione, ha innalzato considerevolmente il rendimento. Se prima in un turno si potevano produrre 250 finestre in alluminio-legno, oggi si possono raggiungere dalle 320-350 ca. fino a 400. Oltre a questo aumento nelle prestazioni, la nuova costruzione ha migliorato anche le condizioni per il personale: meno strada, meno carichi pesanti da sollevare e tutto ciò che serve direttamente sul posto. Inoltre, come sottolinea il direttore Kneer, la ristrutturazione è stata accolta in modo ugualmente positivo anche dal personale.

Riquadro su Finiture s.r.l.:

Finiture è uno dei principali fornitori di impianti di verniciatura per telai di finestre e mobili. I suoi ingegneri sviluppano insieme al cliente una soluzione nel campo delle superfici che sia adatta alla sua fabbrica. Da 40 anni l’azienda di Saonara (Padova, Italia) è attiva in questo campo, e da circa 20 anni è presente anche in Germania. La distribuzione avviene a livello mondiale, ad esempio al momento si sta avviando la prima vendita di un robot di spruzzatura per la finitura delle finestre in Australia. Come spiega il rappresentante per la Germania Wilfried Mutschler, al momento c’è una grande richiesta di tecniche di verniciatura a livello internazionale. Tuttavia, il tema del trattamento delle superfici viene trascurato da molti produttori. Mutschler descrive così il potenziale: “Un elemento decisivo per la qualità delle superfici è il pretrattamento, vale a dire la lavorazione del legno. Per una verniciatura perfetta bisogna creare delle condizioni di processo ottimali, come ad esempio 8% di umidità del legno, temperatura ambiente di 15-25°C, umidità relativa ca. 50% e locali luminosi.” Prosegue: “Se si considera il totale dei costi di un impianto di verniciatura su un periodo di 20 anni, il prezzo d’acquisto iniziale rappresenta solo il 10-20% ca. del costo complessivo. Il resto viene determinato principalmente da costi del personale e dell’energia. Partendo dal presupposto dei costi sempre crescenti, un investimento in una tecnologia innovativa, che riduce i costi per energia e personale, è una scelta lungimirante”.

 Didascalie: 

  • Kneer Südfenster ha investito nell’allargamento della produzione di finestre in legno-alluminio presso la sede originaria a Westerheim.
  • Südfenster offre per finestre e… porte per interni un assortimento completo.
  • Nella sede della ditta si trova sempre una grande esposizione che presenta l’intera gamma di prodotti.
  • Mentre nel settore per la costruzione delle finestre in legno viene utilizzata la tecnologia esistente…  nel settore per le finestre in legno alluminio quest’anno è stato fatto un cospicuo investimento.
  • Florian Kneer (a destra) e Josef Rehm davanti al nuovo impianto di verniciatura (a sinistra) con tunnel di essiccazione. Grazie all’utilizzo di vernici ad acqua non viene compromessa l’aria dell’ambiente, perciò l’impianto può stare in mezzo al montaggio finale.
  • Prima dell’ingresso dell’impianto di verniciatura viene eliminata la polvere residua. All’ingresso si può vedere la prima colonna Pro-lac.
  • Una delle due unità di spruzzatura installate su lati opposti (a sinistra) e la colonna Pro-lac a destra.
  • Una vista del nuovo capannone: mentre a destra e a sinistra avviene il montaggio finale dei telai, al centro si trova una linea per il montaggio finale dei battenti.
  • Spiccata produzione a flusso continuo: i pezzi verniciati ed essiccati lasciano il tunnel di essiccazione direttamente davanti ai tavoli del montaggio finale.
  • Inizio del montaggio finale delle finestre legno-alluminio: in tutto il nuovo capannone “è il pezzo che va dai lavoratori, non il contrario”.
  • Nel settore spedizioni si riesce a comprendere la varietà di dimensioni e colori a disposizione nella produzione da regolare in base agli ordini.