Seguy sceglie il robot di Finiture

download-button-pdfMenuiserie Seguy si equipaggia di un robot di verniciatura

Produttore di finestre a Auriac-du-Périgord e Montignac (Dordogne), la Menuiseries Séguy propone ora dei prodotti finiti grazie al robot messo a punto da Finiture

Di Corinne Mérigaud, pubblicato su Le Bois International del 30.04.2016

A Gennaio dell’anno scorso [2015, n.d.r.] Arnaud Séguy e sua cugina Coralie Dubreuil hanno ripreso le redini della ditta creata nel 1955 dal nonno Raoul, in seguito al pensionamento di Jean-Pierre, padre di Arnaud. Dopo un diploma in contabilità e gestione e un diploma universitario in tecniche di commercializzazione ottenuto nel 2002, Arnaud ha vissuto un anno in Australia prima di ritornare in patria e lasciare il proprio lavoro al Credito Agricolo. Nel 2012 ha integrato la società di famiglia dopo aver seguito una formazione per il legno presso i Compagnons du Tour de France.

Il robot al centro

La Menuiserie Séguy continua nei propri capannoni il lavoro tradizionale dei falegnami di un tempo, adattandosi tuttavia alle nuove tecnologie e unendo innovazione e risultati.

Di recente l’impresa ha investito in un robot di spruzzatura commercializzato dal produttore italiano Finiture, così come in un sistema di trattamento dell’aria e riscaldamento, e nella realizzazione di un capannone per l’installazione di questi equipaggiamenti. In funzione dal Novembre scorso [Novembre 2015, n.d.r.], il robot viene al momento padroneggiato al 90%, precisa il titolare. “Questo investimento ci permette di proporre dei prodotti finiti, cosa che non potevamo fare prima, e di migliorare ugualmente la finitura delle nostre finestre.  La messa in servizio è andata bene, la difficoltà principale consiste nella complessità delle nostre finestre che hanno molte scanalature e rilievi e a volte due facce differenti. Così la programmazione è il dettaglio più complesso da regolare ma ci lavoriamo attivamente ogni giorno.” Stima che 6 mesi di utilizzo saranno necessari per arrivare a padroneggiarlo perfettamente. Prima di scegliere la ditta italiana, Arnaud Séguy e suo padre Jean-Pierre hanno visitato il funzionamento di una linea installata presso il produttore di case in legno Guillaumie. Quella mezza giornata tecnica riuscì finalmente a convincere i due périgordini alla ricerca di un equipaggiamento performante e di un servizio post-vendita efficace. “ I nostri operatori hanno potuto conoscere la macchina parlando con gli operatori dell’altra ditta, la decisione in seguito è stata presa velocemente tanto più che il direttore di Finiture, Giovanni Sedino, ci è sembrato tecnicamente più preciso dal punto di vista dei consigli e dell’affiancamento. Avevamo visto il robot a Batimat due anni fa,  l’abbiamo ordinato dopo sei mesi di riflessione e i tecnici di Finiture sono venuti a Settembre per l’installazione che è durata un mese e mezzo.”

 2 o 3 mani

Poiché il capannone di verniciatura non è contiguo a quello di fabbricazione delle finestre, queste vengono portate manualmente da un operatore due volte al giorno con un apposito carrello. In seguito vengono appese in obliquo con due graffe per un primo passaggio nel flow-coat per ricevere una mano di IFH (insetticida fungicida idrofugo) obbligatoria per ottenere la garanzia del fornitore della vernice. Dopo il passaggio nel gocciolatoio e nell’essiccatore, i pezzi arrivano davanti all’operatore per la carteggiatura a mano. “Questo passaggio non è raccomandato dal fornitore”, precisa il titolare, “ma noi abbiamo deciso di aggiungerlo per ottenere una migliore qualità”. I pezzi passano davanti allo scanner 3D che rileva e indica al robot la presenza di traversi e altri montanti in funzione della programmazione. Durante questo secondo passaggio, il robot applica la mano di pre-finitura, poi il processo prosegue con un secondo passaggio di carteggiatura per eliminare eventuali colature u aspirare il troppo-pieno di vernice nell’angolo inferiore per applicare, se serve, la mano di finitura. La pre-finitura è, infatti, lo standard.

Le vernici utilizzate sono a base acquosa, quindi senza solventi, e i residui vengono trasformati in pasta e poi depositati in un centro di smaltimento di rifiuti industriali – delle scelte a favore della protezione dell’ambiente rivendicate da questa ditta. Il robot è dotato di cinque pompe collegate a serbatoi di vernice, il primo contiene il bianco primario per la pre-finitura, il secondo il trattamento specifico anti-tannino per i pezzi in rovere, il terzo la pre-finitura traslucida tono legno, la quarta il codice colore RAL e la quinta è riservata al lavaggio del circuito di spruzzatura per passare, ad esempio, dal bianco al trasparente. Una pistola manuale posizionata sul braccio del robot permette all’operatore di fare qualche ritocco, una finitura particolare o in caso di arresto temporaneo per non interrompere il lavoro a catena. Poiché la ricerca di una qualità ottimale è lo scopo permanente della società, un operatore cerca di perfezionare la macchina per verniciare tutti i ferma-vetri. “Cerchiamo dei modi per fare la differenza nei piccoli dettagli, ad esempio un fissaggio invisibile per dissimulare i buchi delle punte e migliorare la resa della finitura”.